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LA VILLA DI MECENATE A TIVOLI 
 
-Ho fame... se non metto subito qualcosa nello stomaco, muoio!-
-E' praticamente impossibile, hai divorato mezz'ora fa una bruschetta!-
-Cosa vuole che le dica, maestro, sarà l'aria di Tivoli, saranno tutte queste strade in salita, ma in questo momento mangerei anche un tonno di tre metri!-
-Sei sempre il solito, caro allievo! Invece di godere della bellezza di questo luogo incantato dove gli antichi romani edificarono splendide ville, pensi a solo a mangiare! Oserei dire che è quasi sacrilego!-
-Anche lei è sempre il solito! Non ha voluto che portassimo gli zaini per stare più leggeri mentre camminavamo e se permette, caro maestro, è più sacrilego far morire di fame e di sete le persone!-
-Basta dire sciocchezze, Pesellino! Dobbiamo fare solo 300 metri fuori dalla cinta muraria e non inoltrarci nel deserto del Sahara!-
-Sarà, ma la sua idea di visitare una villa fantasma, non mi piace per niente... e se il nostro soggiorno si prolungasse più del previsto a causa di spiriti venuti dall'oltretomba per farci morire di fame e sete?-
-Che siano maledette le mie mutande! Perché mai mi è venuto in mente di dirti che la Villa di Mecenate forse non è mai esistita? Da quel momento hai incominciato a fare discorsi strampalati! Te l'ho ripetuto almeno mille volte e te lo ripeto ancora che è solo un’ipotesi! Forza cammina più veloce, così smetterai di lasciare libera la tua orribile immaginazione!-
-Lei ha detto che sono stati un gruppo di persone facenti parte dell'Associazione culturale “Ercole Vincitore” incontrati in un bar romano, a dire ciò e credo sia gente a cui si può dar credito!-
-Il fatto è che della Villa di Mecenate costruita nel periodo di Augusto non è rimasto nulla ad attestarla di sicuro, mentre del tempio dedicato a “Ercole Vincitore” posto al centro della costruzione esiste ancora qualcosa.-
-Ed è così che la mia eccellente immaginazione si è messa a volare! Ma mi dica maestro, perché tra le tante divinità adorate dai romani più importanti di Ercole considerato solo un semidio, Mecenate scelse proprio lui a cui dedicare un tempio?-
-Per l'antichissima città di Tivoli, Ercole era un dio vero e si identificava solo con lui che venerava come dio guerriero, protettore dei commerci e della transumanza. Vedi, Pesellino caro, Mecenate, il cui nome è divenuto sinonimo di “protettore di artisti” non per nulla, ma per aver aiutato molto i giovani artisti, volle che il tempio dedicato a Ercole Vincitore in onore degli abitanti di Tivoli, diventasse il primo luogo sacro dentro una villa a essere pubblico. E' perciò che il luogo è stato sempre considerato più come un tempio piuttosto di una casa per ricchi patrizi, tuttavia personalmente sono convinto fosse anche la sua residenza o non sarebbe mai stata chiamata su antichi scritti “Villa di Mecenate”. -
-Insomma per lei quelli del Circolo culturale “Ercole Vincitore” sarebbero dei bugiardi?-
-No, di certo! Quando non ci sono prove certe è permesso fare ipotesi! Del resto la Villa di Mecenate prima di diventare proprietà dello Stato, è stata ridotta allo stato pietoso di luogo dove reperire materiali edili e quanto rimane, risulta davvero poco per giurare che quella monumentale costruzione un tempo non fosse solo un luogo sacro.-
-Allora ho ragione io! Se esiste il dubbio che sia una villa scomparsa quella da visitare, ci possono essere dei fantasmi ad aspettarci! Io torno indietro!-
-Dove vai?!!!-
-Vado a prendere i nostri zaini e a riempirli di cibo e bevande poi la raggiungo! Così se i fantasmi ci faranno qualche scherzo almeno abbiamo di che consolarci!-